Più che parole
eBook - La scrittura nell'epoca dell'intelligenza artificiale, Varia. Saggistica
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Zusatztext
Questo libro non poteva arrivare in un momento più critico. L'intelligenza artificiale è ormai entrata nelle nostre vite e nelle nostre scuole e ne subiamo sempre di più il fascino, la velocità, la comodità d'uso. Ci permette di avere tra le mani in pochi secondi uno scritto di qualsiasi genere, che sia una comunicazione commerciale, un tema, un saggio, una traduzione...John Warner, da scrittore ma anche da docente di scrittura, coglie appieno il punto chiedendosi: cosa siamo disposti a sacrificare in cambio della comodità? Come ne viene toccato quel processo caotico e vitale che è la scrittura? Sono domande che ognuno dovrebbe porsi, ma che interpellano in modo speciale il mondo educativo di fronte all'uso sempre più massiccio e automatico dell'IA per la scrittura da parte degli studenti. Perché scrivere non significa solo produrre un testo, come fanno i programmi di intelligenza artificiale generativa che uniscono parole basandosi su schemi definiti, ma è anzitutto pensiero in movimento, scoperta a partire da un'idea anche minuscola che muta, si delinea, si arricchisce...Nonostante il nome, l'intelligenza artificiale non ha pensiero, ma soprattutto non ha corpo, e invece la scrittura richiede anche sentimenti ed emozioni ignoti a un programma, pur ben addestrato dagli algoritmi. È un'esperienza, dice Warner, assolutamente «incarnata», umana. Che siano soprattutto i giovani studenti a delegare questo processo a una macchina è un campanello d'allarme sul loro corretto sviluppo mentale e sulla capacità di esprimere un pensiero critico, vivace e indipendente. Non si tratta, tuttavia, di condannare ed eliminare ChatGPT e compagni (cosa peraltro ormai impossibile), ma di usarli e farli usare con gli occhi aperti, come un'opportunità per riflettere sul modo in cui lavoriamo con le parole. È quanto Warner stesso fa da tempo (e ce lo racconta qui) con i suoi studenti, insegnando loro a capire cosa manca a una parafrasi sintatticamente perfetta stilata da un bot e invece cosa risalta e commuove nell'originale di un autore. Per riprendere il controllo della scrittura come scoperta, connessione, crescita, e il privilegio di pensare con la propria testa. Un libro necessario, scritto con mano felice, spesso scanzonato e molto autobiografico, ricco di ragionamenti ed emozioni, come solo un bravo scrittore sa fare.
Autorenportrait
John Warner (Chicago, 1970) lavora da sempre con le parole. Oltre a scrivere libri, è consulente, editor e docente di scrittura creativa con all'attivo più di vent'anni di insegnamento in diversi college e università statunitensi. Dal 2005 al 2009 è stato editor del sito web di McSweeney, conquistando per questo due Webby Awards. Editorialista del «Chicago Tribune» con una seguitissima rubrica settimanale, The Biblioracle, dedicata ai libri e alla lettura, nel 2021 ha iniziato a pubblicare sulla piattaforma Substack la newsletter The Biblioracle Recommends. Tra i suoi lavori, ricordiamo Why They Can't Write: Killing the Five-Paragraph Essay and Other Necessities (2018) e The Writer's Practice: Building Confidence in Your Nonfiction Writing (2019), sulla pratica della scrittura. Più che parole. La scrittura nell'epoca dell'intelligenza artificiale (uscito in edizione originale nel 2025) è il suo primo libro tradotto in italiano.
Weitere Details
Erschienen: 08.05.2026
Umfang: 272 S., 3.55 MB
Sprache: ITA
ISBN/EAN: 9788834361078
Umbreit-Nr.: 1570292
