Anarchismo e immaginario anticoloniale
Zusatztext
Grazie a una visione della storia focalizzata sulla prospettiva dei colonizzati, e non dei colonizzatori, Anderson ricostruisce il pathos delle rivoluzioni antimperialiste ¿ da Cuba alle Filippine ¿ attraverso le vicissitudini dei suoi protagonisti. Che non a caso si «radicalizzano» proprio nelle carceri degli imperi occidentali, stringendo relazioni umane e intellettuali con altri ospiti abituali di quei luoghi: gli anarchici europei. Un incontro «esplosivo» ¿ al quale Alfred Nobel dà, volente o nolente, una notevole spinta ¿ che attiva circuiti internazionali di mutuo appoggio in grado di collegare lotte distanti in un sodalizio cosmopolita. D'altronde, dice Anderson, nel farsi della storia lo scambio di idee è altrettanto determinante dello scambio di fucilate. E in questa prima globalizzazione, con la sua marcata accelerazione delle infrastrutture di collegamento, le idee cominciano a circolare velocemente non solo per i potenti ma anche per i dissidenti. Come appunto mostra questa attenta ricostruzione di connessioni sottotraccia che restituiscono la potenza di un incontro che ha scardinato il vecchio mondo coloniale.
Autorenportrait
Benedict Anderson (Kunming, Cina, 1936 ¿ Batu, Indonesia, 2015), di origini anglo-irlandesi ma vero cittadino del mondo, ha lungamente insegnato International Studies alla Cornell University. Poliglotta (conosceva tra l'altro il tagalog parlato nelle Filippine) ed esperto di storia e cultura dell'Asia in generale, ha raggiunto fama internazionale con il libro Comunità immaginate , diventato una pietra miliare nello studio del nazionalismo.
Weitere Details
Erschienen: 24.01.2025
Umfang: 448 S., 4.72 MB
Sprache: ITA
ISBN/EAN: 9788833022857
Umbreit-Nr.: 9108738
